mercoledì 26 dicembre 2012

Una nuova fine, un nuovo inizio

La vecchia grande palla ha compiuto un altro giro intorno al sole. Anche il 2012 tende al termine.
Siamo sopravvissuti al governo Monti (...), alle varie sciagure avvenute nel mondo (Madre Natura è abbastanza incazzata), alla profezia Maya*, ecc... E il 2013 è alle porte.

Riassumendo il mio anno, direi che... meno male che sta finendo. Oh beh, da negativo quale sono (sono uno scorpione...) non c'era possibilità che avessi detto che sia stato positivo. Il 2011 non era un anno malvagio, ma era finito in maniera schifosa, seconda solo all'inizio 2012. Devo però dire che poi la situazione si era risollevata per poi sprofondare di nuovo. Non al livello di inizio anno ma sicuramente c'era spazio per meglio.

Il 2012 è iniziato con la chiusura di un bel rapporto che andava avanti da due anni. Non che stessimo insieme, però c'era affetto e simpatia. La classica storia dove tutto sembra essere troppo bello per essere vero. Infatti.. non era vero. O meglio: questa è la mia versione. Ovviamente la sua è che non sapevo cosa stesse passando, che non era mai successa una cosa del genere, che i rapporti stancano e quindi c'era bisogno di qualcosa di nuovo, che era confusa... Beh, classiche scuse da donna. In realtà mi incolpo solo del fatto che io in principio avevo messo limiti a quel rapporto perché non poteva essere una buona soluzione per entrambi, e sapevo che sarebbe finita male. I miei pensieri mi hanno punito facendo in modo che finisse anche peggio. Memo per il futuro: se non hai aspettative per quel rapporto, non coltivarlo. Se ne hai, cerca di ottenere tutto. Perché se vuoi portare avanti quel rapporto, vuoi sicuramente piena partecipazione.
Non si smette mai di imparare.

Da lì in poi, ci sono state solo occasioni di circostanza con un paio di ragazze. Con una ci siamo visti una sola volta e non c'è stata una seconda occasione, con un'altra... so che non leggerai mai queste pagine e so che ti aspettavi un diverso proseguimento. Mi spiace, ma proprio non mi andava giù come eri. Potevi sembrare simpatica in un contesto generale, ma non eri sicuramente quello che volevo. E non sto parlando di aspetto fisico: non eri bellissima ma a me saresti andata bene uguale. Ma la coppia io+te (inteso come si combinano bene due persone) mi faceva inorridire. Anche se, in questo caso, ti piacevo abbastanza.

In mezzo a queste ragazze, ce n'è stata un'altra dove le cose sono andate benone. Straniera in vacanza in Italia, ci eravamo conosciuti grazie a amici comuni (per lei erano parenti) ed ero l'unico punto di riferimento per poter girare un po'. Risultato? Avventura doveva essere e avventura è stata, con piena consapevolezza che più non poteva esserci e ottimi rapporti conservati una volta finito tutto. Chi ha mai detto che deve per forza finire in maniera diversa? E' successo solo che siamo stati chiari, entrambi, dall'inizio. Quindi è avvenuto tutto in maniera regolare fino a quando non è tornata nel suo paese. Che se non fosse andata via forse sarebbe finita in maniera diversa, forse no. Ma sicuramente io non rimpiango niente di come sia andata, e mi fa piacere sapere che ora è fidanzata. Certo, non lo fosse stata avrei avuto solo da guadagnarci, ma siamo (o perlomeno io lo sono) contenti di quello che c'è stato.

Ed adesso? Adesso ci si aspetta un nuovo inizio, un nuovo anno con nuove occasioni e nuove delusioni. Mi sono messo alle spalle le situazioni peggiori (o almeno cerco di non pensarci) e il mio 'debole' verso una ragazza, che negli anni non è mai passato ma che ora sto cercando di ignorare a me stesso. Non so se finirà mai nelle 'True Story', dato che fra me e lei non c'è mai stato niente. So bene che due caratteri forti come i nostri avrebbero colliso in maniera fragorosa ma una piccola parte di me avrebbe sempre voluto provare. Ma non più. Sono stanco di correrti dietro: sai benissimo di questo mio lato e ignori questa verità (lo sai, lo sai...). Se non mi vuoi e fai di tutto per farmelo capire allora non vale neanche più la pena perdere tempo nello sperare che non sia così.
La verità è che non ti piaccio abbastanza.
Rimango però molto debole, del resto posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni.

Che il 2013 segni una svolta. Perché, onestamente, di sconfitte ne è pieno il passato.

A risentirci presto.

(* riguardo la profezia Maya... ma solo io penso a quanto fossero idiote le persone che parlavano di fine del mondo? Intendiamoci: non dico che non sarebbe potuta succedere. Ma la profezia Maya non esisteva, segnava solo la fine di un ciclo, del loro stra-maledetto calendario. Che siccome era una cosa finita nel tempo, doveva finire prima o poi. Ed è finito il 21 dicembre. Fine dei giochi. Che poi, dico io: il mondo sta finendo. Siamo vicini ad un'estinzione. Ok, può succedere. Ma.. da un giorno all'altro? Siamo alle 23 del 20 dicembre e tu, donna di mezza di età del ravennate, te ne sei scappata in provincia di Torino dicendo che, secondo te, sarebbe veramente finito il mondo come tutti dicevano e che eri scappata lì perché lì ti saresti salvata. Tutti... chi? Le tue amiche divorziate che vivono con gli alimenti degli ex-mariti che come unica colpa avevano di aver trovato delle intellettuali come te? Se il mondo doveva finire da lì a poche ore non pensi che FORSE e dico FORSE qualche piccolo segno premonitore doveva accadere? Che so, attraversiamo una nuova era glaciale? Bene, non è che FORSE e sempre solo FORSE il meteo doveva mostrare dei piccoli segnali? Doveva cascarci addosso un asteroide? Magari qualche telescopio l'avrebbe visto prima? Pensare, poi parlare. E pensare vuol dire usare la testa, non il culo.)

domenica 16 dicembre 2012

Il peso di un uomo

Beh non sto ovviamente parlando del peso fisico: lì forse sarei partito avvantaggiato...

Voglio parlare del peso che hanno parole e comportamenti di un uomo di fronte ad una donna. Un uomo, che ricordiamo essere abbastanza semplice da capire nelle sue azioni (gli piaci o non gli piaci, fine dei giochi), viene interpretato in maniera completamente diversa da donna a donna.
Il peso che hanno questi comportamenti varia in base a quanto una donna possa essere interessato a lui.

Ed è proprio per questo che ci sono molti consigli su come poter conquistare una donna ed in genere questi consigli sono opposti fra loro. Mai sentito di uomini che dicono di doverle trattare male, per farle sentire 'onorate' di poter uscire con loro? Oppure di trattarle con distacco, invogliando la donna a portare avanti quella relazione? O di trattarle bene, perché loro (certo... come no...) sono più profonde di noi e quindi valutano le azioni in maniera oggettiva?

Ecco, sono tutte verità e tutte bugie allo stesso momento.

Agli occhi di una donna non esistono buone o cattive azioni, esiste solo quello che qualcuno fa, è quel qualcuno a fare la differenza. Se interessa, allora le azioni sono buone. Altrimenti, queste azioni sono negative.
Ed è proprio per questo che, dopo un numero abbastanza ampio di fallimenti, posso permettermi di dire che se una ragazza non è interessata ad un uomo, tanto vale che questo uomo smetta di sperare e tentare di farle cambiare idea. Ovviamente la contro-risposta femminile potrebbe essere "ma io voglio vedere se veramente ha voglia di conquistarmi, quindi deve insistere!". Intendiamoci molto chiaramente: se a lei interessavi, te ne saresti accorto. Ci sarebbe stata. Sarebbe uscita con te. Una donna non aspetta certo una seconda occasione per mostrare il proprio interesse!

Ragazzi non vorrei sembrare risolutivo o fare la vittima (non in questo caso), ma se una donna vi ha 'pesato' male, inutile farsi illusioni. Le vostre azioni e le vostre possibilità potranno anche salire, ma non sarà una vostra scelta, sarà la donna ad aver cambiato idea. Ma non grazie a voi.

lunedì 1 ottobre 2012

Un ragazzo speciale

Nella carriera di ogni ragazzo che non può permettersi di avere una ragazza diversa al proprio fianco ogni sabato sera, si susseguono le stesse situazioni più volte con altre ragazze che ha il caso di incontrare.

Alle volte un'amica comune, alle volte una ragazza che non si degnava di dire 'ciao' ora, quantomeno, si trova l'occasione di parlarle, o alle volte capita comunque di fare nuove conoscenze. I maschietti se la giocano più o meno sempre allo stesso modo: cercando di essere simpatici, disponibili, non fuori di testa, consigliando la ragazza di turno. Poi, siccome il rapporto è buono ma le donne devono assolutamente fare qualcosa di orribile, arriva qualcosa che stravolge il tutto. La frase di cui voglio parlare in questo articolo è cattiveria pura, perché se sei fidanzata puoi anche permetterti un'uscita di questo tipo, altrimenti meriteresti un miliardo di domande, dove te ne usciresti con qualche patetica scusa.

Coff... Coff...

'Sei un ragazzo così speciale... non capisco come tu possa non essere fidanzato'

Io non so se è cattiveria voluta o se è un tentativo di complimento che va a farsi benedire.
Quando ero più giovane e stupido (ora sono molto meno giovane) mi capitava di sentire questa frase (magari erano stupide anche loro a ritenermi così speciale eh..) e pensavo che era un complimento. Pensavo che la mia era solo mala sorte, che lei mi apprezzava e che quindi avrei avuto un'orda di ammiratrici pronte a voler fare la mia conoscenza.

Ma si può essere così ingenui?

Negli anni ho sempre riflettuto su questa frase, ed ora che penso di aver vissuto un po' di più dispetto al me quindicenne mi viene da pensare che sono semplicemente caduto in un caso di 'non mi piaci abbastanza': se sono così speciale, così in gamba, così quello che vuoi, perché allora non puoi essere tu la ragazza che sta con me? Magari davvero non desideri la mia morte e stai bene in mia compagnia, ma se non sono fidanzato lo sai benissimo il perché, visto che nonostante tutto neanche tu vuoi essere quella ragazza. In pratica si tratta di un rifiuto che anticipa anche un possibile tentativo. Si viene già tagliati fuori da questa frase che tanto vale smettere di pensarci. Poi oh, di eccezioni possono essercene, ma dopo aver sentito una frase del genere (da una libera... poi una fidanzata può anche permetterselo, ovvio che preferisce il suo rapporto ad un ragazzo con cui parla e si trova bene) si ha ben chiaro che non vuole essere lei la fortunata a cogliere quest'occasione.

La risposta maschile più ovvia può essere davvero un eleggere lei a quella ragazza e dirle che se si è così speciali, si vuole lei. Come risponderà lei? Che ha qualcun'altro per la testa... che non vuole rovinare l'amicizia... che non vuole perdere il ruolo del maschio confidente... che è confusa (doh!)...

martedì 18 settembre 2012

Googlando: le piaci ma ti rifiuta

Dopo 'True story' inizio una nuova categoria, chiamata 'Googlando'.
Un mesetto fa, guardando le statistiche del blog, mi ero accorto che qualcuno (salute a te, mio adepto!) aveva raggiunto queste pagine tramite una ricerca su Google. Non ci avevo fatto troppo caso anche se ne ero rimasto compiaciuto.

Oggi, con l'intento di vedere se avevo materiale per un nuovo articolo, ho rivisto le statistiche e ho visto che qualcuno ha cercato su Google "le piaci ma ti rifiuta" e ha raggiunto il blog. In onore di chi cerca su Google e trova il blog, quindi, quando possibile ed attinente, vedrò di approfondire la ricerca.

Dunque, l'anima in questione si è posto un dilemma abbastanza frequente nell'universo maschile. Perché capita di avere ragazze che sono interessate, che non dispiacciono il tipo, ma anche in caso di tentativi per approfondire meglio quel rapporto non se ne possa uscire con niente di buono.

Beh... in genere le donne usano scuse pietose quando devono rifiutare un tentativo maschile, perché noi, secondo il loro punto di vista, dovremmo intuire la risposta anche se non la dicono. Ora non so al povero figliuolo cosa sia stato detto, ma se le piaci e ti rifiuta... non le piaci abbastanza.
Non voglio demoralizzare nessuno o far capire qualcosa di fortemente sbagliato, però intendiamoci bene: le piaci? Perché allora dovrebbe rifiutarti? Solamente perché non vuole te al suo fianco. Magari hai un lieve difetto sul viso che ti porta a non essere sufficiente per lei, o hai un po' di pancia, oppure caratterialmente non si trova bene con te. Ad ogni modo, c'è qualcosa che la porta a fare in modo di non piacere, e siccome le donne hanno un insieme di possibili motivi abbastanza vasto (per i maschi è molto più semplice, mi piace abbastanza da farmela o non me la farei mai) i motivi possono essere vari.

Mio consiglio? Cerca di capire cosa ha che non piaci. Potrebbe inventare una scusa o potrebbe essere sincera, ma se ha detto che le piaci deve anche fare in modo di evitare di dire sfondoni. Del resto, è inutile contraddire una donna, basta aspettare, prima o poi lo farà da sola. Quindi va e chiedi, ma non perdere tempo a riprovarci: se voleva dirti sì te l'avrebbe già detto.

E, se mai dovessi leggere queste righe, grazie di aver visitato.

domenica 16 settembre 2012

La ricerca femminile

Nel mio girovagare di fallimenti relazionali mi sono preso la briga di compilare una lista di caratteristiche che una donna cerca in un uomo. Non dico che tutte le donne cerchino tutte queste caratteristiche, ma in genere il loro uomo ideale ne racchiude almeno un paio. Ecco il vostro listone:
  • un uomo divertente, che riesca a far ridere quando la donna è depressa. Del resto, il miglior modo per vincere una giornata complicata e sciogliersi fra le sue braccia è una bella risata, un bel momento di ilarità;
  • un uomo premuroso, che ha paura a far soffrire la sua donna, che prima di dire una brutta notizia cerca di sistemare il danno e poi, una volta che i danni sono ridotti al minimo, cercare comunque di aiutare la propria donna ad uscire da un problema;
  • un uomo rispettabile, uno che quando è in giro viene visto da tutti come un Dio, che amici, parenti e conoscenze varie stravedano per lui, lui che ha scelto la propria donna al proprio fianco, nonostante tutti lo vogliano e stravedano per lui;
  • un uomo carico di attenzioni, che ha la sua donna al centro del suo mondo, che vede la sua donna come una Dea, che sia sempre pronta a rincuorarla, aiutarla, difenderla, essere felice per lei, consolarla quando le cose per lei vanno male;
  • un uomo spontaneo, uno che non sia una persona complicata e che non sia calcolatore, che sia sempre onesto e veritiero in qualsiasi cosa dica e pensi;
  • un uomo genuino, che sia onesto verso tutti, che sia leale e che sia un confidente per lei e per chiunque possa essere di aiuto;
  • un uomo atletico, che non sia un patito della palestra ma che gli piaccia star bene e comparire bene di fronte agli altri;
  • un uomo non schizzinoso, che non abbia la puzza sotto il naso, che non sia il classico montato fichetto di cui invece vanno matte le ragazzine: le donne sono Donne! Non certo quel manipolo di 12enni con i primi ormoni che saltano;
  • un uomo permissivo, che sia disposto a lasciare libera la propria donna una sera con le amiche senza problemi, che sappia anche lasciarla libera di nuovo sacrificando la sua serata, che cerchi di non disturbare lei quando è lui ad uscire od ad adattarsi per il bene della coppia.

Una donna può cercare tutte queste caratteristiche. Ma alla fine con chi vorrà stare insieme? Con il più appariscente che può trovare. Inutile avere quelle caratteristiche se non le piaci abbastanza. E' forse sbagliato? No, assolutamente. Ma quale genere sessuale si fa superiore del fatto che non è come l'altro genere e per loro sono importanti altre caratteristiche? Piccolo indizio: i generi sono due e quello sbagliato è l'uomo.

lunedì 10 settembre 2012

True story: la ragazza del caldo

Visto che lungi da me fare il sapientone ma solamente analizzare e cercare di comprendere quello che è successo per evitare che certe cose si ripetano e/o per fare in modo di capire in anticipo come può andare avanti una determinata situazione, oggi scrivo per la prima volta come andò quando conobbi e frequentai una ragazza. Ho già descritto cose che successero a me stesso ma i post in cui scriverò 'True story' saranno dedicati esclusivamente ad una cosa veramente vissuta ed un'analisi dei miei errori e di cosa dovevo capire prima.

Un bel giorno, tramite amici, conobbi una bella ragazza con i capelli lunghi neri. Chiamiamola A.S. per comodità. La mia coppia di amici (marito+moglie) spinse per fare in modo di farmi avere il suo numero con il suo benestare, così ci sentimmo e ci vedemmo. Beh, primo scoglio superato, potevo anche non piacerle abbastanza per uscire una volta, no?
Ma più che un'uscita normale.. mi trovai lei, che era veramente graziosa eh, accompagnata dalla nipotina a cui doveva fare da baby sitter. Ok... non era un gran problema. Cominciava ad essere sospetto quando ogni volta che uscivamo c'era anche la bambina.

In sua compagnia ad ogni modo non si stava male. Si poteva parlare di tutto, era intelligente, era una ragazza napoletana evangelista, quindi dovevo anche stare attento a non fare riferimenti di religione o cose affini ma non era un problema. Mi aveva confidato che era in procinto di sposarsi con un tale del suo paese, emerito coglione, e alla fine si è accorta che faceva una cavolata così quando già stavano pianificando il matrimonio l'ha mollato. Visto che erano stati insieme tanti anni mi sorgeva il dubbio che forse doveva pensarci prima, ma il fatto che lei fosse libera ed io fossi lì era un buon punto di partenza, così ho semplicemente non investigato oltre il necessario.
In casa, per questo, era abbastanza presa di mira, perché non ci avevano fatto una bella figura. Inoltre, da buona famiglia all'antica, nonostante fosse grandina non era libera di uscire come preferiva, quando preferiva, ma doveva sottostare al padre-padrone, libera di fare diversamente se voleva ma sotto un altro tetto. Questo mi spiacque anche e vedevo che anche lei ne soffriva, ha portato molto a legare qualcosa fra noi.

Un giorno, esagerando sicuramente, le dissi chiaro e tondo (in un orecchio, perché ovviamente c'era la bambina...) che non riuscivo a vederla come una mia amica che ci sentiamo una volta per fare due passi e mi racconti chi ti piace. No. Io puntavo a qualcosa di più con lei. Come detto sapevo che era un'esagerazione, e difatti anche lei poi pretese una spiegazione, ma non causò niente di negativo, dato che continuammo a sentirci e vederci, solo che sapeva che puntavo a qualcosa di più. Da quel momento poi rimase anche piacevolmente sorpresa: essendo originaria di Napoli aveva conosciuto molta gente più calorosa rispetto a quella che trovava nella mia zona, e non le piaceva la freddezza delle persone che aveva trovato qui. Mentre io con la mia uscita avevo dimostrato di essere diverso, di non essere così freddo.

Buon per me, pensai!

Quanto mi sbagliavo...

No, non fu la mia 'confessione' diretta con A.S. a portare la rovina fra quello che c'era fra noi. Fu solo che... sparì. Smise di rispondere a chiamate e messaggi. E non la vedevo mai in giro. La incrociai una volta per sbaglio, salutai, lei salutò e se ne andò. Dopo un mese si degnò di farsi viva e disse che aveva problemi con i suoi, che non poteva continuare così, che al momento era tornata a Napoli da amici così era più libera, e non le era piaciuto il mio comportamento quando la salutai, dato che ero stato troppo freddo. Del resto, lei stava soffrendo e non le andava di parlare, dovevo capire da solo che aveva problemi.
Non capisco cosa altro si aspettasse... e anche le sue risposte furono fuorvianti: 'sono confusa', 'non so come fare', ecc...

Ogni tanto decideva di farsi viva, spesso no. Poi non la ricontattai per un po'. Se permettete, mi ero stancato.
Il giorno del suo compleanno, 3 o 4 mesi dopo l'ultimo scambio di messaggi, le mandai gli auguri. Mi richiamò.
IO: Oh, quanto tempo...
A.S.: Pronto.. ma chi è?

Era una delle ragazze più graziose e femminili che avevo conosciuto, che non sopportava la freddezza delle persone. E mi ero dimenticato che le donne, calde o fredde che siano, se vogliono trattarti con freddezza lo fanno senza problemi. E nella loro mente hanno ragione. Sono passati quasi 3 anni da allora, non ho saputo più niente di lei. Lei che non apprezzava le persone fredde. Lei che fredda lo è stata.

giovedì 30 agosto 2012

La testa altrove

Tante sono le sfumature di parole e le mezze verità che possono uscire dalla bocca di una donna. E tanti possono essere i significati di quelle parole. Se ci mettessimo ad analizzare ogni parola si potrebbero trovare così tanti risultati da far rientrare nel campo del 'vero' tutto il possibile immaginabile. Del resto, il loro concetto di verità è variabile: per loro una bugia è verità, perché si sono costruite all'interno della loro testa una verità alternativa in cui le cose sono andate come hanno detto.

Fra le verità più clamorose è il rifiuto tramite 'guarda... ho la testa da un'altra parte'.

Ora, io non penso di essere l'essere umano più intelligente su questa terra, né il secondo o il terzo. Ma mi spiegate come potrei mai credere che hai la testa da un'altra parte? Se tu, donna, ti trovi con la possibilità di conoscere un'altra persona, in quale contesto dovresti rifiutare perché hai la testa da un'altra parte?

Oh sì, c'è un contesto, il contesto del 'scusa ma non mi piaci abbastanza'.

La verità, signori, è qui. Siccome loro sono gentili ed educate non possono dirti che non le interessi o che non vogliono uscire con te. No! Devono dire che al momento non sono in grado di uscire con te. Qualche dubbio può anche venire quando invece la gente che esce con lei di lì a breve fa il numerino come dal supermercato, ma non è dovuto a te. Non hai saputo capire le sue esigenze. Che sono: 'non rompermi, non mi interessi'.
Io penso che siamo tutti grandini a sufficienza da sopportare un rifiuto. E se non lo sono, è comunque una esperienza di vita subire un rifiuto: nella vita non va tutto bene. Per quale motivo non ci meritiamo neanche la verità?

Avevo già raccontato della mia esperienza diretta più plateale, quindi non ci torno sopra, però la donna (che nella media è più intelligente dei maschi) pensa di poterci prendere in giro, di lasciarci in attesa, usando queste parole. O addirittura sono una conversione del 'no lascia stare', perché, ovviamente, se insisti ti chiedono anche se non hai capito cosa volessero dire. Beh... la verità è che hai capito parola per parola, ma dovevi capire che non dovevi capire le parole, ma il significato.

A questo punto, conviene solo etichettare la donna come una perdita di tempo e passare ad altro. Se nemmeno ha la decenza di dirti la verità, come pensi di poter costruire qualcosa con lei? Lei e i suoi 'non ho la testa ora', 'sono uscita da una storia e devo riflettere', 'adesso ho la mente piena di pensieri'. Esatto, pieni di pensieri. Pensieri senza di te.

martedì 28 agosto 2012

Il vaso rotto

Penso che l'espressione del vaso rotto, che dice che un vaso è sempre rotto per quanto si cerchi di aggiustarlo, sia vera. Ma non del tutto.

Se si compara una storia finita alla rottura di un vaso, ricomporre il vaso è come ricomporre quella storia. Io però penso che anche un vaso rotto può avere la sua utilità. E proprio perché è stato rotto, ed è riuscito a essere ricostruito, può sopravvivere.

Intendiamoci: la fine di una storia è perlopiù una decisione unilaterale. Uno dei due decide che vuol migrare su altri lidi ma rimane il piccolo impegno motivo di trovare una vera giustificazione alla propria decisione. In genere i motivi che portano ad una rottura sono:
  • lui lascia lei, perché ha ottenuto quello che voleva e non la vuole più tra i piedi;
  • lei lascia lui, perché si è stancata di averlo con lei e vuole fare l'oca con qualcun'altro;
  • lui lascia lei, perché lei ha fatto di tutto per farsi lasciare;
  • lei lascia lui, perché... non lo sa neanche lei.
Aldilà del quarto motivo che un motivo non è, gli altri hanno una motivazione per quanto subdola dietro. Sostengo sempre che se una coppia non ha più modo di andare avanti entrambi dovrebbero prendere la situazione in pugno e decidere cosa fare, ma so benissimo di essere un sognatore. Rimane il fatto che, finita la storia, finiscano anche le abitudini precedenti. Una coppia magari si vede frequentemente, o si stente ancora più spesso, o hanno un appuntamento fisso in un locale. Finito tutto, rimane sempre un vuoto dentro. Aldilà di quello che c'era, che magari la fine è stata una liberazione, c'è sempre qualcosa che manca.
E' per questo che capita, anche fin troppo spesso, che due persone poi tornino insieme. Perché le richieste/pretese si abbassano in entrambi e decidono che si, possiamo riprovarci e vediamo come va.

L'uomo, decisamente più ingenuo e credulone della donna, passato il primissimo periodo in cui tutto è ancora più pieno di arcobaleni colorati di come era all'inizio, torna a come era prima la storia, senza problemi. La donna invece continua a pensare e rimuginare a cosa è successo e come si è arrivati a questa situazione. Con una consapevolezza: sapere quale è il punto di rottura. Sa che se vuole porre fine a tutto deve fare più di quello che ha fatto.

Perché in fondo, quando un uomo permette ad una donna di riavvicinarsi, lo fa per i suoi sentimenti. Ma ha dato un messaggio chiaro alla donna: sei stata perdonata per quello che hai fatto, quindi sei autorizzata a rifarlo. Finché non deciderai di fare peggio. E lì un'altra rottura.

mercoledì 22 agosto 2012

Spiegami perché...

Ho già affrontato questa questione in un altro articolo, ma penso che sia meglio descriverlo meglio in maniera più approfondita.

Se le donne ci vogliono dire una cosa, faranno di tutto per farcelo capire. In maniera quasi inequivocavile. E se siamo così stupidi da non capire (io non capisco mai... ma il blog sta aiutando anche me ^^) ce lo diranno apertamente. E fin qui non si scappa.

Ma che succede quando le donne vogliono mentirci? O beh, una donna cambia suo pensiero perché la sua mente ha elaborato una verità alternativa per cui tutto ciò che pensa fosse vero è realmente vero, accaduto, successo. Quando una donna tende a non voler svelare apertamente qualcosa, a tenerci nascosto un dettaglio, una piccola postilla... eccola lì: una patetica scusa.
Perché il discorso deve essere credibile, deve filare liscio, come la loro mente ha riassegnato il pensiero. Tu devi crederci subito e non devi avere dubbi, per questo le donne cominciano a giustificare la loro bugia, a voler aggiungere dettagli a quanto detto, che magari sono palesemente falsi ma direi che la regola più o meno dice così:

"Quando una donna ti risponde ammettendo o negando un avvenimento aggiungendo dettagli, motivazioni e giustificazioni allora è una bugia"

Se non fosse una bugia, non avrebbe modo di creare una spiegazione al loro ragionamento perché davvero è andata così. E adattare la verità allora è abbastanza inutile: è andata così, che altro c'è da dire?
Se invece è una bugia, tutte le spiegazioni che ne vengono dietro sono bugie stesse. Non servono a nessuno, ma solo ad avvalorare la tesi.

Nella loro mente dicono così per non farti stare male. Perché la verità è peggiore. Ma sono oneste. I bugiardi siamo noi che se diciamo una brutta cosa siamo comunque degli stronzi, anche se era la verità. Sigh.

lunedì 20 agosto 2012

Il fascino dell'artista

I gruppi musicali? Quelli che sono in mostra sul palco? Tutti 'strafichiiiiiii'! Un po' come andare dal macellaio e dire "voglio quel pezzo di carne": cosa c'è di non esaltante, sotto il lato femminile, di un gruppo di maschi che se ne stanno con gli occhi di tutti (tutte) addosso? Chiaro che se c'è concorrenza allora ci si addentra nel ragionamento femminile: se tutte lo vogliono, lo voglio anche io.

Non è così strano vedere un gruppo di ragazze che capiscono di musica come io capisco di cucito all'uncinetto andare ad idolatrare un gruppo che fa musica discutibile, con capacità ridotte e successo non così eclatante. Ma cosa li rende desiderabili? Il fatto che siano in vetrina. Sono lì e sono lì per intrattere il pubblico. Tutto qua.

E fra i pochi componenti ci sarà sempre qualcuno migliore. Sempre qualcuno che risalta, che se proprio si potesse scegliere è più desideroso degli altri che sono lì solo da contorno, solo a far fare bella figura a lui.

Nessuno è più desiderabile del cantante di un gruppo musicale.

lunedì 6 agosto 2012

Le cose che non sai

Non è solo difficile interpretare quello che le donne ci dicono. Già questa situazione è molto ardua e molto spesso un giro di parole ci fanno credere qualcosa quando la verità è qualcun'altra. E' però veramente arduo cercare di dire alle donne qualcosa di nostro.
Noi, poveri maschietti, che vogliamo dire loro qualcosa di carino, o magari una proposta.

Il maschio medio, quello che si suda la fiducia femminile e che cerca di impressionarla per non rimanere uno dei tanti, vuole far sapere alla donna che gli piace. E tu, maschietto che stai leggendo, avrai sicuramente avuto modo di dire ad una ragazza 'mi piaci', 'ti reputo grandiosa', 'secondo me sei la più bella al mondo'. E la tua donna sente, non è sorda. Magari cerca di uscire dal discorso, è in imbarazzo e vorrebbe che non l'avessi detto. Magari poi la lusinga ma non vuole da te quel complimento.

Pensi che quindi lei abbia recepito la cosa? Assolutamente sì. Eppure in un'altra occasione non saprà niente di quanto hai detto. Puoi stuzzicarla per dirle 'beh ti ho detto cosa penso di te...' e se la sua risposta è 'no.. non lo so'... allora mi spiace, prode giovane che intenti lusingare la ragazza che ti piace. Lei lo sa benissimo, non se lo è certo scordato, ma ammettere di saperlo rischia di far finire il discorso in quell'ambito, cosa che lei non vuole. Non perché all'improvviso non voglia essere lusingata ma perché non sei tu da cui vuole tali lusinghe. Facendo finta di niente, tu puoi anche ripetere la stessa cosa, che ti interessa e molto, ma la situazione è ben chiara. Continua a trattarla come la trattavi, non si merita diversamente (se si merita diversamente.. perché allora ci perdi ancora tempo?), ma scordati che un giorno possa essere tua. Non ti vuole. Non le piaci abbastanza.

martedì 31 luglio 2012

Forse = No

Nella nebbia di parole allestita dal gentil sesso è sempre difficile capire cosa voglia dire una donna. Non sai se quando ha detto '' in realtà volesse dire 'no' o viceversa. Ma mai, mai e poi mai la parola 'forse' è in dubbio.

Significa NO. Con buona pace di noi maschietti.

Come detto, una donna farà tutto per far capire le proprie intenzioni, fino a dirlo apertamente, è proprio per questo che una risposta dubbiosa ed ambigua come può essere 'forse' è completamente fuori da ogni contesto possibile di interpretazione femminile. Che non voleva certo dire che 'ci sto pensando, vedremo...' ma semplicemente 'ci ho pensato ma guadagno tempo'.
Il perché secondo il pensiero femminile meritiamo un giro di parole assurdo per una risposta è ancora da capire. Una cosa è certa: noi uomini, che non riusciremmo sicuramente a stare dietro a tutti i pensieri femminili, se diciamo 'forse' è perché ci stiamo davvero pensando, magari poi dimenticandocene. Ed il nostro pensiero non è detto che alla fine sarà dei migliori. Se diciamo '' è perché... è '' e basta! Le donne e la loro voglia di difficoltà preferiscono una risposta che poi può successivamente essere manipolata. Del resto, ha detto 'no' o ''? No. Ha detto 'forse'.

mercoledì 4 luglio 2012

Le mie attenzioni

Come già detto e descritto, le donne sono avide di attenzioni. Vorrebbero che ogni cosa ruotasse intorno a loro. Poi c'è anche chi è più invidiosa, più egocentrica, più volenterosa, ma alla fine sono tutte e dico tutte avide di attenzione.

Quando tu, uomo, vuoi fare qualcosa per una donna, la donna ha 3 diverse reazioni:
  • ti dice palesemente che sì, vuole che tu abbia attenzione nei suoi confronti, vuole che tu perda tempo per lei. Perché ne è felice e se anche tu sei felice allora siete felici in due;
  • ti dice no, cercando di far rovesciare tutto il discorso. "Beh dai no, non farlo, voglio dire, so che per te è impossibile farlo, non preoccuparti...": è una trappola clamorosa. Lei vuole ma non può o non vuole dirtelo. Un pò per non avere un debito mentale da dover ripagare (tanto non lo ripagherà, ma a parti inverse avrebbe un computer in testa a ricordarglielo e quindi ha quell'attitudine), un pò per non essere in situazione in cui ha approfittato di un qualcosa fatto per lei. Quindi lei vuole, ma non nega spudoratamente, così che tu sappia che lei non lo vorrebbe (non ha detto che non lo vuole) e se vuoi farlo è perché tu hai scelto, quando in realtà è lei che ha scelto che tu possa pensare di avere scelto. "Non farlo per me" è qualcosa poi di subdolo che l'uomo medio tende a tradurre come "lo faccio eccome" e le donne lo sanno: tu vuoi dimostrare che ti interessa, che per te è speciale. Come puoi minimamente farglielo capire se non facendola sentire speciale? Per te lei vale, quindi non puoi certo dimostrare che sopra di lei ci siano altre donne. La donna lo sa e lascia che tu lo faccia, tutto fa bene al suo ego;
  • ti dice categoricamente no.

L'ultimo punto va in controtendenza con l'affermazione che tutte le donne vogliano attenzioni.
In realtà le vogliono ma... non da te. Se c'è stato un momento in cui rientravi nei primi due punti allora lei era lusingata dal fatto che fossi tu ad averne, anche se a te non voleva concedere neanche un secondo oltre della sua vita, comunque c'era qualcosa che rendeva i tentativi quantomeno non inutili. D'altronde, se a te non faceva piacere non avresti avuto attenzioni per lei...
Arrivare al terzo punto significa semplicemente che non le interessi più. Perché se categoricamente ti dice "non voglio che pensi a darmi qualcosa, te lo tiro dietro" ha chiuso i ponti con te. Ovviamente non ti dice di averli chiusi, devi capirlo tu, perché vuole che tu capisca da solo la domanda. Se non la capisci... non è importante. Tanto lei si comporterà come se fosse stata chiara e se pensi diversamente allora avrai solo modo di capire che da lì in poi hai perso tempo. Tanto valeva farsene una ragione da subito e trovare qualcun'altra più meritevole del tuo tempo ed attenzioni.

venerdì 22 giugno 2012

Cosa vogliono le donne?

Una storiella che lessi su internet tempo fa... Si dice che non si sa cosa vogliono le donne ma forse si può sapere... Leggetevela, l'articolo continua dopo la storia.

Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino. Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offrì la libertà, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile: “Cosa vogliono veramente le donne?

Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale,nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso. Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta e fece ritorno al suo regno. Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente.

Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti.

Il tempo passò… e giunse l’ultimo giorno dell’anno prestabilito, cosi che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò in cambio di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché migliore amico di Artù!

Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva… la strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante.

Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare l’amico a sobbarcarsi un fardello simile! Gawain,venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado.

Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda:

ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita.

Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz’altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata. Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà. Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega?

Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega al contrario esibì le peggiori maniere… mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio. La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò nella camera da letto e… che razza di vista lo attendeva!

Di fronte a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito, e non appena ritrovò l’uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto. La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta cosi, mentre per l’altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima.
A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte. Che scelta crudele! Gawain iniziò a pensare all’alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità?

Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa. Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perchè Gawain l’aveva rispettata, e l’aveva lasciata essere padrona di se stessa!



Per la mia esperienza in campo femminile, la verità su "cosa vogliono le donne" è abbastanza facile e complessa allo stesso tempo. Vogliono tante cose. Ma vogliono che tutto venga fatto come loro hanno desiderio in quel momento. Nel momento successivo il loro volere sarà cambiato, e l'azione di prima sarà inutile. Quindi non è difficile soddisfare una donna, è solo impossibile finché il suo volere cambierà. E nella testa femminile esistono mille verità allo stesso momento...

martedì 19 giugno 2012

Il consulente

Penso di sfondare una porta aperta con questo argomento.

Quanti giovani fanciulli si sono sentiti speciali parlando con una ragazza? Quando questa ragazza si confidava con te, ti spiegava come stava, per chi le batteva il cuore, per chi stava soffrendo, e tu ti stavi affezionando a lei. La trattavi con dolcezza, con simpatia, se chiamava abbandonavi tutto pur di sentirla e rincuorarla, pur di riuscire ad essere una persona speciale per lei. Proprio questo era il punto, volevi essere una persona speciale per lei per non vederla più soffrire.
Questa dolce fanciulla non merita di stare così! Accidenti! Fossi io con lei, sicuramente non la farei soffrire così!

Ora... ammettiamo tranquillamente che sì, ho fatto anche io da consulente (mica solo una volta eh...). C'è una cosa che a me è sempre sfuggito, ma ero giovane e stupido (ora non sono più così giovane): se una ragazza si confida con te su queste cose, fidati, non ti vuole. Ma neanche in cartolina.

La ricerca dell'obiettivo più 'complicato' da parte della donna è sempre stato l'ordine del giorno. Trovano anche ragazzi con cui si sentono a proprio agio, con cui trascorrono bei momenti, con cui si fidano a fare confidenze che generalmente non farebbero a nessuno. Però... manca qualcosa.
No, inutile scervellarsi: noi maschi non riusciremo mai a capirlo. A loro manca qualcosa che non trovano e non troveranno mai in te, se ti fa piacere consigliarla e tirarla su di morale fallo, non vergognartene. Ma non sperare in qualcosa di più.

Se ti vuole, non ti parla di suoi fantomatici amori e sue passioni. Vuole te e farà di tutto per fartelo capire. A costo di dovertelo dire.

Come diceva Max Pezzali, "la regola dell'amico non sbaglia mai".

Come per ogni regola, però, ci sono le dovute eccezioni. Chi riesce ad uscire dalla Friend-Zone (la zona del "siamo amici") merita, a mio modo di vedere, una coppa.
Non tanto per te, che sei riuscito in questa titanica impresa, ma la meriti per aver trovato una ragazza che, valutando quanto sta male con il ragazzo di turno che si trova, che ci soffre, confidandosi con te si sente bene, si sente speciale, e preferisce eleggere te a suo ragazzo.

"Se ti comporti come un amico, poi non lamentarti che anche lei ti veda come un amico" (cit).

domenica 17 giugno 2012

Con un poco di... intuito

Discutere con una donna non è mai facile. Bisogna districarsi fra mezze parole, discorsi ambigui, verità non dette.
Per non dire la verità tendono ad usare scuse. E tu devi essere bravo ad intuire la verità, che non sarebbe difficile da capire in genere, ma nella mente femminile potrebbero esistere così tante verità che non è comunque facile.

Mai chiesto ad una donna di uscire ed avere come risposta un no ma non perché non le vai bene, ma perché... boh, se la inventano al momento. Ecco: la verità è che non le piaci abbastanza.
Quando una donna ti rifiuta, c'è una sola cosa da fare: salutare ed andare sul prossimo obiettivo. Se voleva dirti di sì te l'avrebbe già detto, se una donna ti vuole, ha piacere di essere in tua compagnia, sta tranquillo: te lo farà capire in tutti i modi, fino a rendersi quasi ridicola. E se ancora il tuo intuito non ti ci ha portato e/o sei così stupido da non capire (o temporeggi, perché non ti piace abbastanza - vale anche per gli uomini eh) te lo dirà senza troppi preamboli (grazie Dottor D). Quindi inutile farsi strani film in testa, è un no.

L'ultima volta che ho accantonato questa regola è stata una sorta di 'punizione': avevo capito che era un no, non sarebbe potuto essere un in nessun caso, ma non mi era piaciuto essere preso in giro. La sua risposta (quella ufficiale) fu una specie di invito a riprovare, dato che 'in quel momento' non poteva. Ed io... riprovai in un altro momento. Il risultato? Era un no al primo tentativo, come sarebbe mai potuto diventare un ? E me lo aspettavo, quindi non è che mi sia fatto troppi problemi, ma chiaramente non c'era una possibilità. Non le piacevo abbastanza.

Se le fossi piaciuto abbastanza, potrebbe essere bastato un elegantissimo 'dammela', avrei avuto più possibilità di fare colpo di quante ne ho avute con un bel gesto.
Niente drammi. Si va solo avanti.

Ah, e pensare che con intuito si può capire cosa possa volere una donna è palesemente sbagliato. Non perché non ci si possa indovinare, ma perché per le cose che hanno a cuore hanno una memoria migliore di quella di un computer e se non ti hanno detto una cosa non sei libero di attribuire a loro una determinata cosa. Però, cercano di farti usare l'intuito per farti capire che vogliono essere più desiderate, vogliono essere più libere, o vogliono che tu te ne vada per sempre.

Seriamente, donne... ma che dobbiamo fare?

giovedì 14 giugno 2012

...degna riflessione!



Ogni altro commento mi sembra superfluo.

La forza del gruppo

Che i maschi siano un esempio non esattamente da seguire è ovvio. Lungi da me difendere il comportamento maschile di fronte a varie situazioni. Mi è permesso dire che o i maschi sono tutti dei delinquenti, ivi compresi quelli che sono coperti di saliva dalle loro ammiratrici, oppure ci sono anche sfaccettature diverse?
Possibile che in base all'aspetto uno sia più coglione o più carino? E non dico che uno meno appariscente sia più disponibile di uno che ha più successo, ma che in base al ragionamento femminile se sei carino per forza di cose sei una persona grandiosa.

Gironzolando su internet ho trovato questo link: http://ilrumoredeisilenzi.blogspot.it/2010/07/la-verita-e-che-non-gli-piaci.html. E' un dialogo preso dal film "La verità è che non gli piaci abbastanza". Come detto, quel film è simpatico da vedere, ed è un esempio di come gli uomini siano semplici nelle relazioni: se si interessa fidati che si fa vivo. Se non lo fa, è perché non interessi.
E da lì uno stuolo femminile pronto a santificare ogni parola.

Vi rendete conto che in gruppo così sembrate voi le vittime sistematiche del vostro giochino al massacro? La ricerca dell'uomo che non gliene frega niente è la vostra specialità, basta che sia un bel trofeo da presentare. Non vi importa di essere ritenute speciali, non vi importa di essere ritenute importanti, vi importa di fare una bella figura. Vi importa di essere speciali solo per un sottoinsieme (abbastanza ristretto) del gruppo maschile. Gruppo maschile che, in base al vostro menefreghismo sul fatto di giudizio più obiettivo, se ne strafrega di comportarsi diversamente. Chi glielo fa fare? Se dovessi mettermi nei panni di un ragazzo che ha un successo più elevato del mio penserei: "orca, così vado forte... massì, chi se ne frega di fare diversamente".
Capite perché dite che gli uomini sono stronzi? Perché VOI li volete così! E' una corsa all'assurdo! Li volete che vi trascurino per potervi lamentare di tutto il mondo maschile fino a che non spunta un altro che, grazie alle vostre dovute scelte, sarà più stronzo e coglione del precedente ma non ai vostri occhi! Almeno fino a che ora, a quel punto sarà più stronzo e coglione del precedente anche per voi, ma non perché avete scelto male, noooooo, ma perché tutti gli uomini sono così! Voi, povere vittime indifese di questo sistema, voi che dovete essere corteggiate, che volete essere conquistate, che l'uomo è quello che deve farsi avanti, che l'uomo ha il sapore della conquista, che la donna deve solo aspettare.

Beh, per quello che vi pare non aspettate. Una donna invaghita di qualcuno io l'ho vista sempre schietta (vista da spettatore, non da protagonista..) verso l'altra persona.
Quindi meno panzane, per cortesia.

mercoledì 13 giugno 2012

Ma quanto ti spiace?

Una delle frasi femminili più famose è rappresentata dal 'mi spiace'.
Ora, a meno che non sia dovuto a causa di una situazione che non dipende da loro (giornataccia al lavoro, 'mi spiace che sia stata una dura giornata per te' per esempio), è una bugia.
Non tanto perché non lo pensino... ma perché avrebbero potuto comportarsi diversamente senza arrivare al 'mi spiace'!

Quante volte è capitato di sentire da una donna 'mi spiace, ma non riesco a trovare tempo per vederti/sentirti' per poi magari sentirla dire 'oh sai sono uscita così all'improvviso'? E' la classica situazione in cui lei può anche essere impegnata da non dedicare del tempo che aveva detto che avrebbe fatto ma sicuramente non sei così importante da farle cambiare un piano che preferisce a te.

'Mi spiace' è semplicemente un modo di dire "no non ho voluto farlo per te, ma lo farei per qualcun'altro".

Ovviamente questo concetto si applica anche ad altri concetti di 'mi spiace', ad esempio 'mi spiace di essermi comportata male con te'. Oh buon Dio... Se ti spiace così tanto, perché hai dovuto avere un comportamento negativo? Dovevi dimostrare qualcosa a qualcun'altro? E' da qui che poi si capisce fin troppo bene che non sei e sarai mai quello che vuole lei, o che tu vuoi che le voglia. E se così è diventa inutile pensare di recuperare un rapporto che lei non vuole, ha già deciso.

Una donna è impegnata e non può vederti? Te lo dice. 'Guarda sono impegnata'. Non deve farsi scusare per essere impegnata, non può farci niente lei in primis. 'Mi spiace ma sono dovuta venire accompagnata da una mia amica, è un problema?' Da quando non ha voglia di stare sola con te? Il 'è un problema?' è una domanda che meriterebbe un articolo per conto suo, ma che significato ha? Se non per sottometterti ad una sua decisione sulla quale non puoi fare niente. Nell'esempio di prima che dovresti fare? Dire 'sì, è un problema, mandala via'? No, non lo farai, e lei lo sa. Ma vuole che sia una tua scelta. Che in realtà ha fatto lei per te facendoti credere di avere avuto una scelta.

Hai scelto solo di non deluderla. Ma in queste cose non esiste riconoscenza, non aspettartene.

lunedì 11 giugno 2012

Perché lei vale!

Vale perché tu, misero umano, mica puoi permetterti di pensare "però... carina... vorrei provarci..." e mica puoi permetterti di guardarla!
Situazione che dubito non sia mai capitata a nessuno: a te lei piace, vorresti conoscerla meglio, ma il più che ottieni è un "hm". Ci rimani male, ma continui a provare, continui a fantasticare, a sperare che cambi. Che qualcosa cominci a ruotare nel verso giusto, che ti degni almeno di uno sguardo.

Lei vale.

Vale così tanto che sei fastidioso con questo fare assillante e tu ti chiedi "quale fare assillante?" Forse quando l'hai guardata per 0.5 secondi? O forse quando le hai rivolto un 'ciao' che forse solo lei ha sentito e quindi fatto finta di non sentire?

La verità è che tu non la capisci? Perché poi, come è possibile che il primo (con un altro aspetto eh...) che le rivolge parola diventa come un libro aperto? Come hai fatto a non capirla? Voleva i suoi spazi... esatto.. i suoi spazi per fare l'oca con qualcuno che fosse migliore di te. Perché lei vale!
Come hai fatto a non capire che stava con un coglione, ma ci ha messo solo 2 anni a capirlo lei, ma le piaceva. Mica è colpa sua se stava con uno che era uno stupido e alla fine, dopo averla presa in giro per 2 anni, l'ha anche lasciata... In fondo sono gli uomini a essere stronzi! Vero! Sono tutti uguali! Vogliono tutti una sola cosa! Come te, che l'hai importunata per averla salutata! Ma aspetta... l'altro, quello più carino... oh si lui è diverso!

No ok, era il solito belloccio che le piaceva.

Non hai sbagliato, non hai solo capito che non le piacevi abbastanza. Era una guerra persa.

Al giorno d'oggi, le ragazze che non vogliono una relazione stabile possono permettersi una relazione a settimana con ragazzi altrettanto appariscenti. Darwin si starà rivoltando nella tomba per questo. Quelle invece alla ricerca di stabilità si dividono in due gruppi:
  • chi l'ha trovata ed è felicemente insieme alla persona con cui vogliono stare;
  • chi dopo anni di relazione si trova senza niente a criticare gli uomini che sono tutti stronzi e tutti uguali e tutti delinquenti e tutti... fate voi... TRANNE quello che vogliono loro, che sicuramente sarà migliore. E se così non sarà è perché gli uomini sono tutti uguali (??).
Presente come ci si sente un labirinto dove se sbagli uscita finisci nella lava bollente? Ecco.. lì almeno c'è una possibilità di vittoria.

domenica 10 giugno 2012

I gradini del podio

Penso che nessuno abbia la pretesa di essere al primo posto nei pensieri della ragazza che a loro piace. O meglio, farebbe piacere a tutti, ma ci sono cose che non si possono imporre. Ad ogni modo può capitare di stringere un buon rapporto con una persona che magari era impensabile fino a poco tempo prima.

Le relazioni sono strane, nascono e finiscono per un non nulla.

E come dicevo in un articolo precedente, non dico che le relazioni abbiano una data di scadenza, ma gran parte delle relazioni che viviamo sono destinate a finire. Basti pensare a quante storie più avere un ragazzo o una ragazza prima di sposarsi. E di questi tempi anche i matrimoni non sono più una garanzia di portare avanti una relazione ma una nuova forma di lavoro (la divorziata) inventata dal mondo femminile. Ma sto divagando.

Cosa succede quando finisce una relazione? Ce ne sono vari tipi, che portano due persone a stare insieme, o a volersi bene senza che ci sia niente di più serio, o di amicizia. Succede che il pensiero di qualcuno è cambiato, magari non basta più quel tipo di relazione o magari la relazione la si vorrebbe con qualcun'altro. In genere, quando finisce la relazione, la decisione è unilaterale. Ma è sempre meglio accorgersi che qualcosa stia cambiando.

Inutile difendersi dietro il "ci sentiamo sempre" o "sento di essere una persona speciale" quando:
  • se siete insieme preferisce la compagnia del cane randagio all'angolo
  • teme di farsi vedere scambiare una parola con te
  • in compagnia di altri ti ignora
Qualcosa è cambiato, ci pensi, ci ripensi, credi a patetiche scuse ("non è vero che non voglio stare con te, solo che vorrei questa cosa per noi e non essere giudicata") e speri di poter andare avanti. Perché in fondo a te quel rapporto piace, è un'altezza piacevole. Dannatamente piacevole. Così dannatamente piacevole che fingi che tutto stia andando abbastanza bene, ma dentro di te sai benissimo che così non è.
Il problema numero uno, in questo caso, è la concorrenza. Lei era debole, a te piaceva e non mancavi di farglielo notare e di farla sentire importante, stava bene con te per quel poco che voleva concederti, perché sì, in fin dei conti non era tutto falso, solo che non eri quello con cui voleva quel rapporto. E incosciamente l'avevi capito che non eri il primo della sua lista, neanche il secondo, e i gradini del podio non bastano perché non eri neanche fra gli eleggibili. Ma eri lì e a lei piaceva sentirsi speciale. Peccato che tu NON LE PIACEVI ABBASTANZA.

Ecco perché al primo sussulto, al primo commento, alla prima apertura, al primo apprezzamento, chiunque possa essere lì a prendere il tuo posto. E non puoi farci niente. E vedrai che tanti misteri non saranno più tabù, che tante esitazioni non esisteranno più. Non è cambiato nulla, se non che non sei più tu quell'altra persona.

Possiamo solo uscire con dignità, perché di momenti belli ce ne sono stati, e cercare di ricordare il buono che c'è stato e difendere quelle emozioni.
E (se esiste una giustizia divina) attendere che vendetta giunga.

sabato 9 giugno 2012

Momento epico!

Beh non c'entra niente con il tema del blog, ma dopo anni sono riuscito a vedere PER INTERO 'Il corvo'.
Solo io avevo le palpitazioni durante questa canzone? (Quando Eric si trucca il volto e parte per la vendetta)
http://www.youtube.com/watch?v=Vm85sYFrYek

A blog's life

Penso che tutti siano a conoscenza del film e/o libro "La verità è che non gli piaci abbastanza". Ovviamente, dal punto di vista femminile, noi siamo esseri senza cuore che sfruttano l'occasione e poi tanti saluti.

Beh... in parte è vero.

La verità è che sono maestre nel cercarsi il più coglione e menefreghista di turno. Perché? Perché è più appariscente di altri, "oddio che bello che è quello", e ovviamente sarà perfetto in qualsiasi cosa fa (ne ho giò parlato, no?) e ovviamente meriterà di essere preso in considerazione dalla donna. Che, quando verrà lasciata perché non di più interesse, comincerà con la solita lamentela "gli uomini sono tutti uguali, menefreghisti blabla" per poi trovarsi con il coglione successivo che, ovviamente, è meglio di tutto e tutti.

Io ho visto il film. Simpatico, molto. Ma nessuno ha detto che siamo nel terzo millennio.
La donna credulona che è innocente e si fa ingannare senza ribattere non so se sia mai esistita in passato, ma sicuramente ora non è così. Sono molto più calcolatrici di noi maschi.

Questo blog è un po' vuole essere anche una specie di risposta all'egemonia femminile in campo di strani comportamenti, perché, santo cielo, non è possibile che siamo solo noi! Poi ovvio, non ho la pretesa di essere Dio in terra, spero allora, dove non dovessi riuscire, di far passare minuti piacevoli leggendo un pò di storie a chi capita qui.

A tal proposito, tempo fa lessi una cosa alla ricerca di "La verità è che non LE piaci abbastanza", e devo ammettere che ho trovato un solo link ma molto interessante. Su Yahoo Answers.
Un post 'sfogo' di quel tipo (dal punto di vista mio e non femminile) era nelle mie idee, ma poi volevo scriverne 2, poi 4, poi 10... E alla fine... è nato questo blog! http://nonlepiaciabbastanza.blogspot.it/!

Ed ora, ecco il link a Yahoo Answers:
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080606155929AAVBblc

venerdì 8 giugno 2012

Ode alla musa

Esco un pò dall'argomentazione principe per delineare più un 'post' relazione che un'analisi introspettiva di come si stia comportando la donna.

Io porto rancore. Ed è un difetto eh: non è una bella cosa cumulare sentimenti negativi verso una persona. Ma da buono scorpione (parlo del segno zodiacale) aspetto pazientemente il momento per vendicarmi. Il più pesantemente possibile in relazione al torto subito.

Un giorno, su Facebook, notai uno stato di un ragazzo che conosco:
"dicono che a volte quando ami davvero una persona devi lasciarla andare e sperare che sia felice anche senza di te.."
Io risposi:
"uhm io se la lascio andare (per colpa sua) spero che soffra e torni da me piangendo, e se dovesse succedere mi godrei la scena leccandomi le labbra"
Il mio orgoglio (maledetto...) mi ha imposto più volte di troncare dei rapporti perché la situazione era insostenibile, e molte volte quella situazione era dovuta proprio al fatto che volevano che fossi io perché loro, nella loro falsità, non potevano farlo. Questo racchiude l'essenza di tutto il mio pensiero: una relazione ha varie fasi e per stare insieme bisogna essere insieme nei bei momenti e in quelli meno belli. Ma non è detto che le relazioni siano eterne. Succede che finiscono perché... non hanno più niente da dire. Con questo non vuol dire che ogni relazione abbia una data di scadenza, ma posso capire che non possano continuare.
Ma bisogna essere chiari. Ovviamente il mio rancore nasce profondo quando il 'bisogna essere chiari' significa 'fai tutto quello che puoi per farmi incazzare per poi far sì che sia io a mettere un cartello FINE a tutto'. Che è più o meno il 160% dei casi (perché qualche volta ci sono passato sopra quando per passarci sopra avrei dovuto usare un mezzo di locomozione abbastanza pesante con rullo compressore sul davanti e non credere ai 'mi spiace', 'non avrei dovuto' che, tral'altro, saranno scuse argomentate su questo blog).

Ed a fronte di questa spiegazione, una mia amica mi ha scritto una sua 'creazione' così colma di rancore e desiderio di vendetta che avevo le lacrime agli occhi. Io non ho fatto altro che modificare i pronomi (da maschile e femminile e viceversa) dato che la sua opera era dal suo punto di vista. Il resto è tutto merito suo (se vorrà farsi viva qua potete ringraziare lei, io sono solo un ammiratore di queste righe).

Ma non ti senti sporca? Ma non ti fai schifo? Ma dentro di te, anche nell'angolo più remoto al quale non dai mai retta, non senti qualcosa che ti punzecchia? Come dici? No? Sul serio? Stai attenta, e le mie non sono parole perché ti voglio vedere esanime, perché come dice qualcuno, "il mio ricordo ti verrà a trovare quando starai troppo male, quando invece starai bene resterò a guardare, perché ciò che ho sempre chiesto al cielo è che questa vita ti donasse gioia e amore vero, infondo". Stai attenta, lo ripeto. Questa cosa piccola, minuscola, che ignori adesso, crescerà e non solo ti invaderà corpo e anima, ma diventerà così pesante che non riuscirai neanche a respirare, non riuscirai neanche ad implorare aiuto, quell'aiuto che non hai mai chiesto per chissà quale questione di orgoglio o di quale altra caratteristica del cazzo che ti rappresenta.
Tu e il tuo carattere. Tu e le tue pretese. Tu e la tua scorrettezza. Tu e la tua immaturità. Ma come darti torto? Come dire che hai sbagliato, sapendo quel po' di te? Ti ho anche difesa, ti difendo ancora, pensando, riflettendo, capendo. Ma tu mi hai mai capito? Ma tu mi hai mai rispettato, come ho fatto io con te? Stai attenta. Tu sai qual è il tuo posto, sai chi è al tuo fianco, anche ora. Scappare dai problemi, non li risolve. Non c'è nessuno che li risolve per te, e prima o poi tornerai a sbatterci contro, perché senti che c'è qualcosa che hai lasciato in sospeso, anche se non vuoi ammetterlo, neanche a te stesso.
Ed io ho il potere. E lo avrò quando succederà. E solo in quel momento, dico solo in quel momento, ti vedrò esanime, di fronte a me, occhi negli occhi, perso per come lo sono stato io, ferita per come lo sono stato io. Dipendente da qualcosa di astratto. Sbattimi contro. Sono io il tuo più grosso problema.

giovedì 7 giugno 2012

I prerequisiti

A sentire parlare le donne, noi uomini possiamo avere l'aspetto che vogliamo, tanto a loro non interessa. Loro puntano ad altro! Sono più sensibili di noi maschi!

Si, esatto, è una palese PUTTANATA.

Possiamo discutere del fatto che sì, le donne vogliono essere colpite, vogliono essere desiderate, conquistate, tutto stra-vero. Il problema sta nel fatto che il fatto che vogliano esserlo non significano che vogliano esserlo da TE. Poi è anche vero che i gusti femminili sono strani e qualcuno che piace a qualcuna può non piacere a qualcun'altra e viceversa, ma se una donna ha deciso che non piaci, puoi fare quello che ti pare. D'altro canto, se invece piaci, puoi fare quello che vuoi e magicamente sarà tutto un lato positivo.
Esempi? Da quando in qua alle donne interessa così tanto di macchine modificate? O di un gruppo mai sentito? E quante volte, nonostante questo interesse non sia esistito in passato, "ah pensa che fico, ha montato uno stereo in macchina di $marca_pronunciata_male" o "uhhh gli piacciono gli $band_non_esistente!".

Citando il Dottor D (vedere link di Amici e Consigli) "se una donna ti dice di si può sbagliare ma se ti dice di no non sbaglia". E mi trovo anche d'accordo.

A questo proposito posso anche riscontrare delle eccezioni (si, esistono) che con insistenza hanno convertito quel 'no' in 'sì' ma attenzione: oltre che essere un'eccezione è anche un cambio che lei ha fatto nella sua mente, nella quale, magicamente, non risulti più noioso qualsiasi cosa tu dica ma GRANDIOSO qualsiasi cosa tu dica. Vedasi esempi delle macchine modificate o della band.

Altre situazioni analoghe? Basta aspettare... di materiale "ce n'é e ce ne sarà"...

mercoledì 6 giugno 2012

...ma soprattutto: perché?

Ci stavo sicuramente pensando da un pò, alla fine oggi mi sono deciso. A fare cosa? A fare un blog.

Il problema principale di chi comincia con questa 'avventura' è quello di riempire il proprio blog. Ed io ho deciso di farlo con un'argomentazione principale: cosa c'è dietro il comportamento femminile? Cosa fanno per evitare di sbatterti la verità in faccia? Parliamoci chiaro: non è facile, per un bruttoccio come me, avere a che fare (con successo) con l'universo femminile ma quantomeno ho visto che è possibile capire qualche situazione e leggere fra le righe di qualche comportamento.

Questo non significa che me ne starò qui a lamentarmi di "uèèèè non ho neanche un'occasioneeee", ma avrò modo di analizzare esperienze, pensieri e racconti sul connubio maschio-femmina, esperienze che riguardano per forza di cose me ma non solo, oltre che scrivere quello che mi passa per la testa, magari qualcosa sul campo tecnico (sono pur sempre un sysadmin/developer, tecnico informatico per i meno abbienti), o magari qualcosa su sport o vedremo in corso d'opera. Senza però perdere di vista il motivo principe per cui nasce questo blog, ossia capire bene cosa in realtà stanno pensando le donne.

In fondo è capitato a tutti di essere acciecati da una relazione senza analizzare con calma uno strano comportamento, vedersi secondo (o anche più giù) nelle preferenze per poi ricevere patetiche spiegazioni.

E se è così, allora, la verità è che non le piaci abbastanza.