lunedì 10 settembre 2012

True story: la ragazza del caldo

Visto che lungi da me fare il sapientone ma solamente analizzare e cercare di comprendere quello che è successo per evitare che certe cose si ripetano e/o per fare in modo di capire in anticipo come può andare avanti una determinata situazione, oggi scrivo per la prima volta come andò quando conobbi e frequentai una ragazza. Ho già descritto cose che successero a me stesso ma i post in cui scriverò 'True story' saranno dedicati esclusivamente ad una cosa veramente vissuta ed un'analisi dei miei errori e di cosa dovevo capire prima.

Un bel giorno, tramite amici, conobbi una bella ragazza con i capelli lunghi neri. Chiamiamola A.S. per comodità. La mia coppia di amici (marito+moglie) spinse per fare in modo di farmi avere il suo numero con il suo benestare, così ci sentimmo e ci vedemmo. Beh, primo scoglio superato, potevo anche non piacerle abbastanza per uscire una volta, no?
Ma più che un'uscita normale.. mi trovai lei, che era veramente graziosa eh, accompagnata dalla nipotina a cui doveva fare da baby sitter. Ok... non era un gran problema. Cominciava ad essere sospetto quando ogni volta che uscivamo c'era anche la bambina.

In sua compagnia ad ogni modo non si stava male. Si poteva parlare di tutto, era intelligente, era una ragazza napoletana evangelista, quindi dovevo anche stare attento a non fare riferimenti di religione o cose affini ma non era un problema. Mi aveva confidato che era in procinto di sposarsi con un tale del suo paese, emerito coglione, e alla fine si è accorta che faceva una cavolata così quando già stavano pianificando il matrimonio l'ha mollato. Visto che erano stati insieme tanti anni mi sorgeva il dubbio che forse doveva pensarci prima, ma il fatto che lei fosse libera ed io fossi lì era un buon punto di partenza, così ho semplicemente non investigato oltre il necessario.
In casa, per questo, era abbastanza presa di mira, perché non ci avevano fatto una bella figura. Inoltre, da buona famiglia all'antica, nonostante fosse grandina non era libera di uscire come preferiva, quando preferiva, ma doveva sottostare al padre-padrone, libera di fare diversamente se voleva ma sotto un altro tetto. Questo mi spiacque anche e vedevo che anche lei ne soffriva, ha portato molto a legare qualcosa fra noi.

Un giorno, esagerando sicuramente, le dissi chiaro e tondo (in un orecchio, perché ovviamente c'era la bambina...) che non riuscivo a vederla come una mia amica che ci sentiamo una volta per fare due passi e mi racconti chi ti piace. No. Io puntavo a qualcosa di più con lei. Come detto sapevo che era un'esagerazione, e difatti anche lei poi pretese una spiegazione, ma non causò niente di negativo, dato che continuammo a sentirci e vederci, solo che sapeva che puntavo a qualcosa di più. Da quel momento poi rimase anche piacevolmente sorpresa: essendo originaria di Napoli aveva conosciuto molta gente più calorosa rispetto a quella che trovava nella mia zona, e non le piaceva la freddezza delle persone che aveva trovato qui. Mentre io con la mia uscita avevo dimostrato di essere diverso, di non essere così freddo.

Buon per me, pensai!

Quanto mi sbagliavo...

No, non fu la mia 'confessione' diretta con A.S. a portare la rovina fra quello che c'era fra noi. Fu solo che... sparì. Smise di rispondere a chiamate e messaggi. E non la vedevo mai in giro. La incrociai una volta per sbaglio, salutai, lei salutò e se ne andò. Dopo un mese si degnò di farsi viva e disse che aveva problemi con i suoi, che non poteva continuare così, che al momento era tornata a Napoli da amici così era più libera, e non le era piaciuto il mio comportamento quando la salutai, dato che ero stato troppo freddo. Del resto, lei stava soffrendo e non le andava di parlare, dovevo capire da solo che aveva problemi.
Non capisco cosa altro si aspettasse... e anche le sue risposte furono fuorvianti: 'sono confusa', 'non so come fare', ecc...

Ogni tanto decideva di farsi viva, spesso no. Poi non la ricontattai per un po'. Se permettete, mi ero stancato.
Il giorno del suo compleanno, 3 o 4 mesi dopo l'ultimo scambio di messaggi, le mandai gli auguri. Mi richiamò.
IO: Oh, quanto tempo...
A.S.: Pronto.. ma chi è?

Era una delle ragazze più graziose e femminili che avevo conosciuto, che non sopportava la freddezza delle persone. E mi ero dimenticato che le donne, calde o fredde che siano, se vogliono trattarti con freddezza lo fanno senza problemi. E nella loro mente hanno ragione. Sono passati quasi 3 anni da allora, non ho saputo più niente di lei. Lei che non apprezzava le persone fredde. Lei che fredda lo è stata.

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