lunedì 1 ottobre 2012

Un ragazzo speciale

Nella carriera di ogni ragazzo che non può permettersi di avere una ragazza diversa al proprio fianco ogni sabato sera, si susseguono le stesse situazioni più volte con altre ragazze che ha il caso di incontrare.

Alle volte un'amica comune, alle volte una ragazza che non si degnava di dire 'ciao' ora, quantomeno, si trova l'occasione di parlarle, o alle volte capita comunque di fare nuove conoscenze. I maschietti se la giocano più o meno sempre allo stesso modo: cercando di essere simpatici, disponibili, non fuori di testa, consigliando la ragazza di turno. Poi, siccome il rapporto è buono ma le donne devono assolutamente fare qualcosa di orribile, arriva qualcosa che stravolge il tutto. La frase di cui voglio parlare in questo articolo è cattiveria pura, perché se sei fidanzata puoi anche permetterti un'uscita di questo tipo, altrimenti meriteresti un miliardo di domande, dove te ne usciresti con qualche patetica scusa.

Coff... Coff...

'Sei un ragazzo così speciale... non capisco come tu possa non essere fidanzato'

Io non so se è cattiveria voluta o se è un tentativo di complimento che va a farsi benedire.
Quando ero più giovane e stupido (ora sono molto meno giovane) mi capitava di sentire questa frase (magari erano stupide anche loro a ritenermi così speciale eh..) e pensavo che era un complimento. Pensavo che la mia era solo mala sorte, che lei mi apprezzava e che quindi avrei avuto un'orda di ammiratrici pronte a voler fare la mia conoscenza.

Ma si può essere così ingenui?

Negli anni ho sempre riflettuto su questa frase, ed ora che penso di aver vissuto un po' di più dispetto al me quindicenne mi viene da pensare che sono semplicemente caduto in un caso di 'non mi piaci abbastanza': se sono così speciale, così in gamba, così quello che vuoi, perché allora non puoi essere tu la ragazza che sta con me? Magari davvero non desideri la mia morte e stai bene in mia compagnia, ma se non sono fidanzato lo sai benissimo il perché, visto che nonostante tutto neanche tu vuoi essere quella ragazza. In pratica si tratta di un rifiuto che anticipa anche un possibile tentativo. Si viene già tagliati fuori da questa frase che tanto vale smettere di pensarci. Poi oh, di eccezioni possono essercene, ma dopo aver sentito una frase del genere (da una libera... poi una fidanzata può anche permetterselo, ovvio che preferisce il suo rapporto ad un ragazzo con cui parla e si trova bene) si ha ben chiaro che non vuole essere lei la fortunata a cogliere quest'occasione.

La risposta maschile più ovvia può essere davvero un eleggere lei a quella ragazza e dirle che se si è così speciali, si vuole lei. Come risponderà lei? Che ha qualcun'altro per la testa... che non vuole rovinare l'amicizia... che non vuole perdere il ruolo del maschio confidente... che è confusa (doh!)...

2 commenti:

  1. Veramente carino, questo blog! Siamo complicate, è vero. Siamo anche un po' zoccole, dentro. Alcune di noi, se "traccheggiano" è unicamente per essere corteggiate, in fondo AMIAMO che qualcuno ci sbavi dietro, che ci mandi messaggi, ci fa sentire desiderate, importanti, fatalone e ammaliatrici, perciò a volte illudiamo, allunghiamo situazioni che in realtà andrebbero troncate sul nascere, per poi tornare indietro quando si percepisce che il malcapitato è irrimediabilmente cotto e/o comincia ad avere validi motivi per ritenersi considerato da te. Invece alcune, come la ragazza in questione, ad esempio, che sotto il pretesto della gentilezza ti adulano per essere a loro volta adulate da te. E' la razza peggiore, la più viscida. Io mi ritengo una donna atipica. Personalmente, se so di piacere a qualcuno, tendo molto a mettere le cose in chiaro dal principio, per non deluderlo, a costo di passare per una che se la tira o che non dà possibilità. Però, conosco anche qualcuna che invece AMA l'ambiguità, per avere un oceano enorme in cui poter sguazzare senza l'acerrimo SENSO DI COLPA. E' questo il vero, unico problema: lo star bene con noi stesse. Alcune lo fanno coincidere col "salvare la faccia, mantenere l'apparenza" al solo fine d'essere meno crudeli. Per me, i sensi di colpa non dovrebbero nemmeno esistere, se si esprime con i fatti ciò che v'è di più fedele al proprio pensiero, al proprio cuore e ai propri principi. Perciò, dico, anche a gran voce, se serve: "non mi piaci", o "non sei il mio tipo". Punto. Nessuna cattiveria, zero sensi di colpa. Se si dice all'inizio, poi, al massimo ti becchi un goliardico "fanculo" d'orgoglio. Allora contraccambi con un energico "'sti cazzi". Semplicemente sincerità e verità. I migliori cuscini su cui dormire.

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  2. E' proprio l'ambiguità in genere la più brutta bestia. Del voler essere adulate e corteggiate ne parlai in uno dei primi articoli, per puro desiderio di sentirsi apprezzate. Il problema è da chi vengono quei complimenti, perché in genere non sono quelli il problema, ma chi li fa.
    Una risposta del tipo "non mi piaci abbastanza", per quanto possa essere demotivamente, è comunque un bel segno che lasci: non ci sto con te. E così anche il povero di turno può mettersi l'anima in pace. Ma l'ambiguità tanto cara al genere femminile provvede a fare in modo che non sia così.

    Intendiamoci, noi non siamo migliori, ma da che mondo è mondo si sentono solo storie di come siamo noi maschi a fare vigliaccate

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